Sabotare la guerra: domani manifestazione a Palermo

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Dopo diverse settimane di tensioni, questa mattina sono ufficialmente partite le operazioni militari in Ucraina. Da Palermo arriva subito la risposta di chi si schiera contro la guerra: per domani pomeriggio il Laboratorio Sociale Malaspina ha lanciato una piazza contro l’avvio delle azioni militari in Ucraina. Aderiscono altre organizzazioni cittadine, tra cui: Comitato di base no Muos Palermo, Collettivo Radio Aut per l’antimafia sociale, Studenti Palermitani, Laboratorio Andrea Ballarò, Siciliani Liberi, Udipalermo, La Comune, Slai Cobas per il sindacato di classe e Potere al Popolo Palermo.

Il concentramento è previsto alle 17 a piazza Verdi. 

«Sono settimane ormai che i media ci preparano al conflitto in Ucraina. Gli interessi in gioco sono tanti, da una parte e dall’altra: il rifornimento di Gas, il controllo del Mar Nero, la salvaguardia dei propri confini. Questa guerra si configura come l’ennesimo scontro tra superpotenze, pagato a caro prezzo dai popoli che subiscono direttamente il conflitto, e da chi lo subisce indirettamente. Tra quest’ultimi ci siamo noi siciliani, coinvolti in una guerra di cui non siamo i mandanti, ma di cui saremo gli esecutori» afferma Tiziana Albanese del Laboratorio Sociale Malaspina.

La piazza vuole porre particolare attenzione sul coinvolgimento della Sicilia, base di diversi avamposti militari, nel conflitto. Negli ultimi giorni dalla base di Sigonella sono partiti droni Global Hawks diretti in Ucraina, fondamentali per sorvegliare i movimenti delle truppe russe lungo il fronte ucraino. E poi ci sono le antenne del Muos di Niscemi, apparecchiatura da guerra al servizio del blocco statunitense. Blocco di potere al quale dimostra massima fedeltà il Governo italiano.

«Scendiamo in piazza per dire no alla guerra: una guerra che ci viene imposta, che provoca morti in giro per il mondo, e causa l’occupazione delle nostre terre, la militarizzazione delle nostre città e il peso di essere coinvolti in un conflitto che non abbiamo chiesto» conclude Tiziana Albanese.