Come preannunciato, oggi è stata una giornata di protesta per commercianti e ristoratori, che chiedono al governo di riaprire. La manifestazione è stata organizzata dal Movimento Imprese Ospitalità a Roma in piazza Montecitorio. Davanti alla Camera la situazione più delicata, con incidenti tra polizia e le diverse centinaia di manifestanti che al grido di “buffoni” e “libertà” hanno sfondato le transenne, venendo respinti dalle forze dell’ordine. La situazione è degenerata e si è arrivati più volte allo scontro, con lancio di fumogeni e altri oggetti che hanno portato al ferimento di due agenti. In molti non indossavano la mascherina.
Dopo alcune cariche di alleggerimento della polizia, la situazione è tornata alla normalità anche se il clima è comunque rimasto teso e alcuni manifestanti più rabbiosi hanno provato a forzare il cordone delle forze dell’ordine. La ministra dell’Interno Luciana Lamorgese ha espresso “solidarietà e vicinanza” agli agenti rimasti feriti e ha sottolineato che “in questo momento le proteste sono alimentate dalla situazione estremamente delicata per il Paese ma che è inammissibile qualsiasi comportamento violento nei confronti di chi è impegnato a difendere la legalità e la sicurezza».
«MIO Italia condanna fermamente – come ha sempre fatto – gesti estremi che possono portare a disordini sociali. È evidente, però, e la politica non può girare il capo fingendo di non vedere, che oggi, in piazza Montecitorio, ci sono centinaia di persone disperate, di tutta Italia: imprenditori che hanno perso tutto a causa delle chiusure. E ora non hanno più nulla da perdere. Non si doveva arrivare a questo punto» ha dichiarato Paolo Bianchini, presidente di MIO Italia.
«Temo che la situazione possa degenerare presto anche da noi in Sicilia. Tantissimi colleghi sono ormai alla fame e purtroppo non è un modo di dire. Con l’aggravarsi della situazione dei contagi in varie città della Sicilia, fra cui Palermo, senza indennizzi e senza lavoro non potrà che andar peggio – ha continuato Salvo Longo, vicepresidente MIO Italia e responsabile MIO Sicilia –Siamo ristoratori e non delinquenti. Siamo solo stati maltrattati dagli ultimi 2 governi nazionali e trascurati da quelli regionali. Anche politica regionale e di ogni singolo comune siciliano ha l’obbligo ora di venire incontro alle nostre imprese. Chiediamo elasticità, anche di un certo lasso di tempo, per salvarle e non finire dritti nelle mani della mafia. Applicazione degli art. 54, art. 60 e art. 60bis del decreto rilancio e richiesta della sospensione delle licenze per valorizzare i nostri sacrifici» ha concluso.